Conto deposito vincolato e non:
il miglior modo per risparmiare

10 Dic 2019

Conti deposito: di cosa si tratta?

Il conto deposito è una tipologia di conto bancario tra le più sicure, finalizzato a costituire un deposito remunerato. Nonostante presenti funzionalità più limitate rispetto a quelle di un conto corrente tradizionale, questo prodotto bancario utilizzato per finalità di risparmio offre la possibilità di generare rendimenti sulla somma depositata, soprattutto qualora ci si impegni a vincolare il denaro sul conto per un determinato e prestabilito periodo di tempo. Non essendo consentito ai titolari di prelevare più della liquidità disponibile sul conto, l’apertura di un conto deposito ha un processo generalmente più snello in quanto non è subordinato ad analisi della storia di credito o alla concessione di garanzie. Presuppone, invece, la titolarità di un conto corrente, che funge da conto d'appoggio per le operazioni di trasferimento del denaro.

Confronto conto deposito e conto corrente: ecco i tratti distintivi

Mettendo a confronto il conto deposito e il conto corrente, il conto deposito è più limitato nelle sue funzionalità in quanto consente solo di fare versamenti e di effettuare prelevamenti fino al raggiungimento della disponibilità. Le giacenze depositate non vengono investite in strumenti finanziari e restano sul conto remunerate ad un tasso di interesse significativamente superiore rispetto a quello di un conto corrente. Di contro, al titolare del conto sono precluse quelle operazioni bancarie che possono essere effettuate a seguito dell'apertura di un conto corrente, come, emettere assegni, aprire un dossier titoli, domiciliare le utenze, pagare le imposte e le tasse, utilizzare le carte di debito e di credito, e disporre bonifici verso altri conti che non siano quelli predefiniti di appoggio.

Alla scoperta del conto deposito vincolato

Pensato per chi può lasciare il proprio denaro non movimentato per un certo periodo di tempo, il conto deposito vincolato beneficia di un rendimento più alto, ma è sottoposto a un vincolo di durata in quanto l'istituto di credito vincola la somma depositata per un tempo predefinito (in media da 3 a 36 mesi). Qualora si decidesse di prelevare il denaro anticipatamente rispetto alla scadenza del tempo di vincolo, è previsto il pagamento di penali o il mancato riconoscimento degli interessi maturati. Più lungo è il periodo di vincolo del denaro, più elevato sarà il rendimento del conto deposito. L'opzione di vincolo, pertanto, comporta rendimenti più alti e permette di scegliere la durata del vincolo più in linea con le proprie esigenze. Questa tipologia di conto è consigliata a chi ha la ragionevole certezza di non necessitare del capitale investito nell'orizzonte temporale in cui il vincolo è operativo.

Le caratteristiche dei conti deposito non vincolati

Tra le offerte di conto deposito, quelli liberi o non vincolati permettono di prelevare il denaro depositato in qualunque momento. Consigliati a coloro che potrebbero avere bisogno di attingere ai propri risparmi nell'immediato futuro e che al contempo vorrebbero farli fruttare anche con rendimenti minimi, i conti deposito non vincolati mantengono la liquidità libera da qualsiasi vincolo temporale ed assicurano l'immediata disponibilità del denaro depositato. Quale rovescio della medaglia, i tassi del conto deposito restano vantaggiosi, ma inferiori rispetto a quelli applicati in presenza di un'opzione di vincolo.

Quello che c'è da sapere sui rendimenti e sui costi

Gli interessi generati sono soggetti alla ritenuta fiscale del 26%. Oltre alla tassazione sugli interessi, bisogna tenere conto dell'imposta di bollo che è proporzionale al deposito ed è pari allo 0,20%. Se è vero che le spese applicate incidono sulla redditività del conto, è altrettanto vero che vi sono banche che non addebitano alcun costo al cliente in termini di spese di tenuta conto. Infine, in quanto garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, questa tipologia di conto bancario assicura una copertura per ciascun depositante fino a 100.000 euro, nell'eventualità che la banca non sia in grado di prestare fede ai propri obblighi contrattuali, cioè di rimborsare, in tutto o in parte, il saldo disponibile.