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Come creare un piano di risparmio: guida pratica

Data pubblicazione: 04/11/2026
Mettere soldi da parte è un buon proposito comune. Riuscire a farlo con continuità, però, è un’altra cosa. A volte manca un obiettivo preciso, altre volte non si è mai calcolato quanto sarebbe necessario accantonare ogni mese oppure per quanto tempo.È qui che diventa utile costruire un piano di risparmio: non una regola rigida, ma un metodo per dare una direzione concreta alle proprie risorse.Significa stabilire cosa si vuole raggiungere, quanto denaro servirà, quanto tempo si ha a disposizione e quale cifra è realistico mettere da parte periodicamente. Significa anche controllare nel tempo se il piano sta funzionando e modificarlo quando cambiano entrate, spese o priorità.Vediamo quindi come creare un piano di risparmio personale, passo dopo passo, partendo dai numeri reali della propria situazione.

Cos’è un piano di risparmio?

Un piano di risparmio è una strategia con cui si stabilisce una somma da accantonare periodicamente per raggiungere uno specifico obiettivo economico entro un determinato periodo di tempo.L’obiettivo può essere molto diverso da persona a persona. Si può voler costruire un fondo di emergenza, acquistare un’auto, organizzare un viaggio, sostenere una spesa importante per la famiglia oppure prepararsi a un progetto futuro.Ciò che conta è trasformare un’intenzione generica in un traguardo misurabile.Dire “vorrei risparmiare di più”, per esempio, non permette ancora di costruire un piano. Dire “voglio mettere da parte 3.000 euro entro 18 mesi” offre invece tre informazioni fondamentali: la cifra da raggiungere, la scadenza e quindi l’importo che occorre accantonare periodicamente.Un piano di risparmio personale, inoltre, non coincide necessariamente con un prodotto finanziario. Prima ancora di scegliere dove mettere il denaro, è un metodo per organizzare le proprie risorse.

Come creare un piano di risparmio passo dopo passo

Un buon piano parte da poche domande concrete: a cosa servono questi soldi? Quanto occorre? Entro quando? E soprattutto: la cifra da mettere da parte è davvero compatibile con il proprio budget?Procedere con ordine aiuta a trovare risposte realistiche.

1. Definisci l’obiettivo del tuo piano di risparmio

Il primo passaggio è capire perché vuoi risparmiare.Un obiettivo preciso rende molto più semplice stabilire quanto serve e in quanto tempo raggiungerlo. “Voglio mettere da parte 3.000 euro per un viaggio entro 18 mesi”, per esempio, è un obiettivo molto più facile da pianificare rispetto a “voglio spendere meno”.Può essere utile anche distinguere gli obiettivi in base al tempo a disposizione. Alcuni riguardano il breve periodo, altri richiedono diversi anni. Un viaggio previsto per la prossima estate avrà inevitabilmente una pianificazione diversa rispetto alla somma destinata a un progetto familiare più lontano nel tempo.Se uno degli obiettivi è costruire una riserva per gli imprevisti, può essere utile approfondire anche la nostra guida dedicata al fondo di emergenza.

2. Stabilisci quanto denaro ti serve

Una volta definito l’obiettivo, bisogna attribuirgli un valore.In alcuni casi è semplice: se devi sostenere una spesa già preventivata, probabilmente hai una cifra abbastanza precisa. In altri può essere necessario fare una stima e aggiornarla nel tempo.L’importante è partire da un numero realistico. Senza una cifra obiettivo, infatti, diventa difficile capire quanto risparmiare al mese e verificare i progressi.

3. Definisci entro quando vuoi raggiungere l’obiettivo

La stessa somma può richiedere un impegno mensile molto diverso a seconda del tempo disponibile.Supponiamo di voler accumulare 3.600 euro.In 12 mesi servirebbero 300 euro al mese.In 24 mesi servirebbero 150 euro al mese.In 36 mesi servirebbero 100 euro al mese.Il tempo è quindi una delle leve principali di un piano di risparmio. Allungare la scadenza può rendere il percorso più sostenibile; ridurla richiede invece uno sforzo mensile maggiore.

4. Calcola quanto mettere da parte ogni mese

Una volta stabiliti importo e durata, il calcolo di base è immediato:Importo da raggiungere ÷ numero di mesi = risparmio mensile necessarioSe l’obiettivo è mettere da parte 2.400 euro in 24 mesi:2.400 € ÷ 24 = 100 € al meseQuesto è un calcolo volutamente semplificato: non considera eventuali interessi, rendimenti, imposte o costi collegati agli strumenti utilizzati per custodire le somme.Serve soprattutto per capire se l’obiettivo è compatibile con il proprio bilancio.Se dal calcolo risultassero, per esempio, 300 euro mensili ma il proprio budget consentisse realisticamente di accantonarne 180, il piano andrebbe rivisto. Si può allungare la durata, ridimensionare temporaneamente l’obiettivo oppure partire da una cifra inferiore e aumentarla quando le condizioni lo permettono.

5. Verifica che la cifra sia sostenibile rispetto al tuo budget

Un piano può essere idealmente corretto e non funzionare nella vita quotidiana.Prima di decidere quanto mettere da parte ogni mese, conviene quindi osservare entrate, spese fisse, spese variabili, eventuali rate o finanziamenti e altri obiettivi di risparmio già in corso.La cifra scelta dovrebbe lasciare un margine sufficiente per affrontare le normali spese senza creare tensioni continue sul proprio bilancio.In molti casi è più efficace accantonare 100 euro con regolarità per due anni che fissare un obiettivo di 250 euro al mese e interrompere il piano dopo poche settimane perché troppo impegnativo. Per capire come risparmiare nel miglior modo possibile, è possibile fare riferimento alla nostra guida sul tema.

6. Separa il denaro destinato al risparmio

Una volta stabilita la cifra periodica da risparmiare, può essere utile separarla dal denaro utilizzato quotidianamente.Se tutto rimane nello stesso saldo, infatti, può diventare meno immediato capire quale parte del denaro sia effettivamente disponibile e quale sia destinata a un obiettivo futuro. Separare le somme aiuta anche a vedere più chiaramente i progressi: il denaro accumulato non viene più percepito come semplice liquidità disponibile, ma come una risorsa con una funzione precisa.

7. Automatizza l’accantonamento quando possibile

Quando il risparmio dipende da ciò che rimane a fine mese, mantenere continuità può risultare più difficile. Una soluzione pratica consiste nel programmare l’accantonamento poco dopo l’ingresso dello stipendio o dell’entrata principale. In questo modo il risparmio diventa una voce pianificata del budget, al pari delle altre uscite previste.Non è necessario partire da importi elevati. Ciò che rende efficace il meccanismo è soprattutto la regolarità.

8. Monitora periodicamente il piano

Un piano di risparmio non deve restare identico per tutta la sua durata.Ogni tre-sei mesi può essere utile verificare quanto è stato accantonato, quanto manca all’obiettivo e se nel frattempo sono cambiate entrate, spese o priorità.È anche il momento giusto per chiedersi se la cifra mensile sia ancora sostenibile. In alcuni periodi potrebbe essere necessario ridurla; in altri potrebbe diventare possibile aumentarla.Modificare il piano non significa aver sbagliato: significa adattarlo alla situazione reale.

Esempio pratico di piano di risparmio

Immaginiamo un obiettivo concreto: mettere da parte 6.000 euro in tre anni.Durata: 36 mesi.Accantonamento mensile indicativo: circa 167 euro.Mantenendo questa cifra costante, la progressione sarebbe la seguente:
Periodo Somma accantonata
Dopo 6 mesi 1.002 €
Dopo 1 anno 2.004 €
Dopo 2 anni 4.008 €
Dopo 3 anni 6.012 €
L’importo finale supera leggermente i 6.000 euro perché l’accantonamento mensile è stato arrotondato da 166,67 a 167 euro.Nella realtà non è necessario che ogni mese sia identico al precedente. Si potrebbe, per esempio, iniziare con 150 euro e aumentare l’importo in seguito, oppure destinare occasionalmente al piano una parte di una mensilità aggiuntiva o di un’entrata straordinaria.L’elemento importante è conservare una direzione chiara e misurabile.

Come scegliere la durata di un piano di risparmio?

La durata non dovrebbe essere scelta isolatamente. Va messa in relazione con tre fattori: l’importo da raggiungere, la disponibilità mensile e la priorità dell’obiettivo.Immaginiamo di voler accumulare 5.000 euro.
Durata Accantonamento mensile indicativo
12 mesi circa 417 €
24 mesi circa 209 €
36 mesi circa 139 €
48 mesi circa 105 €
La differenza è significativa.Se 417 euro al mese rappresentano uno sforzo eccessivo, allungare il percorso a 24 o 36 mesi può rendere l’obiettivo molto più compatibile con il proprio bilancio.Al contrario, una spesa non rinviabile può richiedere una scadenza ravvicinata e quindi un accantonamento più consistente.Per questo la domanda “quanto risparmiare al mese?” non ha una risposta uguale per tutti. Dipende dalla relazione tra obiettivo, tempo e capacità effettiva di risparmio.

Dove mettere i soldi di un piano di risparmio?

Stabilire quanto accantonare è solo una parte del percorso. Occorre anche decidere dove tenere le somme che man mano vengono messe da parte.Per alcuni obiettivi può essere utile separare il denaro dal conto destinato alle spese quotidiane. Tra gli strumenti che si possono valutare rientra anche il conto deposito, tenendo conto delle proprie esigenze di disponibilità e delle caratteristiche della soluzione scelta.Prima di decidere, non basta osservare il tasso di interesse. È importante considerare anche durata, eventuali vincoli, possibilità e condizioni di svincolo, condizioni economiche e modalità di liquidazione degli interessi.Se la priorità è mantenere il denaro disponibile, può essere approfondito il funzionamento di un conto deposito non vincolato.Quando invece una parte delle somme è destinata a un obiettivo con una scadenza definita e non si prevede di utilizzarla nel breve periodo, si può valutare anche un conto deposito vincolato.La scelta dipende sempre dalla funzione attribuita a quel denaro. Un fondo destinato agli imprevisti richiede, per esempio, una disponibilità diversa rispetto a una somma accantonata per una spesa programmata tra due o tre anni.Per approfondire più in generale come organizzare il capitale tra liquidità e strumenti prudenti, è disponibile anche la nostra guida su come gestire i risparmi.

Gli errori da evitare quando crei un piano di risparmio

Anche un buon proposito può perdere efficacia se il piano è troppo vago o poco realistico.Uno degli errori più frequenti è partire da un obiettivo generico. “Mettere da parte qualcosa” non indica né una cifra né una scadenza e rende difficile misurare i risultati.Un secondo problema è scegliere un accantonamento troppo elevato. Se per rispettarlo bisogna continuamente attingere alle somme già messe da parte, il piano perde la sua funzione.Anche non stabilire una scadenza può rallentare il percorso: una data, anche rivedibile, permette di capire quale ritmo seguire.Conviene inoltre evitare di affidare il risparmio esclusivamente a ciò che rimane sul conto alla fine del mese. Considerarlo fin dall’inizio come una voce del proprio budget rende il processo più prevedibile.Un altro rischio consiste nell’utilizzare continuamente le somme già accantonate per spese che non hanno nulla a che vedere con l’obiettivo. Separare il denaro può aiutare proprio a limitare questa sovrapposizione.Infine, un piano non va lasciato procedere in automatico per anni. Entrate, spese, famiglia e priorità possono cambiare. Controllarlo periodicamente permette di correggere la rotta prima che diventi poco sostenibile.

Un piano di risparmio funziona quando è realistico

Creare un piano di risparmio significa trasformare un’intenzione in una serie di decisioni concrete: scegliere un obiettivo, quantificare la cifra, definire una scadenza, calcolare quanto mettere da parte e verificare che il percorso sia compatibile con il proprio bilancio.Non serve costruire un piano perfetto fin dall’inizio. Serve soprattutto che sia sostenibile.Anche una cifra contenuta, se accantonata con continuità, può avvicinare progressivamente a un obiettivo. E quando cambiano le condizioni, si può modificare durata, importo o priorità senza perdere di vista il traguardo.È questo il valore di un piano di risparmio personale: non dire semplicemente “dovrei risparmiare”, ma sapere per cosa si sta mettendo da parte il denaro, quanto manca e quale passo fare ogni mese.Annuncio pubblicitario con finalità promozionale. Per tutte le condizioni economiche e contrattuali consultare le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori” sul sito https://www.santanderconsumer.it e nei Fogli Informativi disponibili nella sezione Trasparenza. Salvo approvazione Santander Consumer Bank